Gian Carlo Riccardi

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Biografia

Gian Carlo Riccardi è nato a Frosinone nel 1933. Dopo aver manifestato già dall’infanzia predisposizione per l’arte, nel 1961 si diploma in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Roma di via Ripetta. Dopo qualche anno, consegue il diploma in Regia Teatrale e Cinematografica presso il Centro Sperimentale di Roma. È stato definito dal critico d’arte Enrico Crispolti un Artista Multimediale ed hanno scritto di lui scrittori e artisti come Alberto Moravia, Cesare Zavattini, Libero De Libero, Giuseppe Bonaviri, Umberto Mastroianni, Elio Pagliarani, Vito Riviello, Sergio Amidei e altri. Le sue opere sono presenti, inoltre, nelle maggiori enciclopedie italiane e straniere. Tra gli anni ‘60 e ‘70 lavora presso la Rai Radiotelevisione Italiana come assistente scenografo di Carlo Cesarini da Senigallia. Ha operato, inoltre, come caricaturista per riviste satiriche come Il Travaso delle Idee, L’uomo Qualunque, Il Bertoldo Simplicissimus e La Tribuna Illustrata. Ha fatto parte dell’Avanguardia Teatrale Romana collaborando con Pino Pascali, Carmelo Bene, Mario Ricci, Memè Perlini, Nino De Tollis, Filippo Torriero ed altri. Verso la fine degli anni ’60, insieme a Giancarlo Nanni, Manuela Kustermann, Valentino Orfeo, Giuliano Vasilicò e Pippo Di Marca darà vita al Teatro La Fede sulla via Portuense di Roma. Queste esperienze lo porteranno contestualmente a formare a Frosinone, nel 1961, il Gruppo Teatro Laboratorio Arti Visive e l’anno successivo il Teatro Club nel centro storico della città. Riccardi parteciperà alla realizzazione di spettacoli e rassegne di avanguardia in tutta Italia come la Settimana di Teatro Nuovo (1976) presso il Palazzo della Provincia di Frosinone, il Teatro da Voi 1977 (1977) presso il teatro Spazio Uno di Roma e gli Incontri 1984 (1984) presso il Centro Associazione Stampa Grattacielo di Milano. Nel 1997 fonda il Teatro dell’Immagine. Una parte cospicua della produzione artistica di Gian Carlo Riccardi è costituita da disegni. La produzione pittorica di Riccardi affronta varie tematiche che subiscono un’evoluzione nel corso degli anni. I contenuti principali delle sue opere affrontano argomenti come il grottesco, il doppio, l’ironia, ma anche il mondo dell’infanzia. Le sue opere sono state esposte presso personali e collettive come la Galleria d’Arte Moderna Gilraldi di Livorno (1962), il Palazzo delle Esposizioni di Roma (1968), la Rassegna ArtExpo di Ginevra (1984), la British Art Fair in the City di Londra (1985), l’Associazione culturale dei Magazzini Generali di Roma (1987), il Manege Central Exhibition Hall di Mosca (1991), la Biennale d’Arte di Venezia (1993), il Festival dei Due Mondi di Spoleto (1995), la Fundació Antoni Tàpies di Barcellona (1999), in occasione della Biennale d’Arte Visiva Contemporanea di Frosinone, presso il Palazzo della Provincia di Frosinone (2012) ed in altri luoghi espositivi in Italia ed all’estero. Nelle sculture, realizzate dagli anni ‘70, Riccardi utilizza materiali poveri come plexiglass, carta, legno e ferro. Le cosiddette “stanze” sono installazioni eseguite a partire dagli anni ‘80 sempre con elementi semplici e di recupero (prevalentemente legno e ferro). Questi dispositivi sono realizzati mediante pareti colorate secondo motivi astratti, frammenti di legno e oggetti di uso comune, sono dei palcoscenici teatrali che mettono al centro l’osservatore costruendo un dialogo partecipativo con esso. Le “stanze” rappresentano qualcosa di familiare per l’artista, sono contenitori, scatole dei giochi e della memoria, in cui stipare i ricordi dell’infanzia. Riccardi è stato autore anche di testi poetici ed in prosa. In questi ultimi emergono varie tematiche (affrontate già in ambito pittorico, teatrale e scultoreo) riguardanti il surreale, l’inverosimile, la memoria, l’infanzia ed in particolare la “nonnitudine”. Gian Carlo Riccardi è scomparso nel 2015 nella sua città natale.